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La guida completa per scaricare legalmente Musica, Film, Giochi e altro attraverso Torrent

Il protocollo Torrent viene erroneamente associato (come sempre accade quando si parla di P2P) alla pirateria o alla violazione del copyright ma ovviamente in realtà non è così. Opere protette da diritto d'autore esistono ovunque... sia su reti peer-to-peer, che mIRC, sia portali di videosharing (in caso di video) che siti web di filesharing.

Comunque, di recente, è nata una comunità online che ospita contenuti digital media protetti da licenza Creative Commons, permettendo di scaricare file audio e video liberamente e legalmente attraverso le reti Torrent: LegalTorrents. Il servizio è ancora in fase beta. Detto in parole povere è un motore di ricerca di file Torrent contenente solo file protetti da questo tipo di licenza.

Per chi ancora non lo conoscesse, Torrent è un protocollo peer-to-peer (P2P) che consente la distribuzione e la condivisione di file su Internet. A differenza dei tradizionali sistemi di file sharing, l'obiettivo di Torrent è di realizzare e fornire un sistema efficiente per distribuire lo stesso file verso il maggior numero di utenti disponibili sia che lo stiano prelevando (download) che inviando (upload).

Ora vediamo in questa guida con i passi da seguire: clicca qui per continuare a leggere

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I redditi degli italiani diffusi senza controllo su Peer-to-peer

Malgrado lo stop del Garante per la Privacy alla pubblicazione dei redditi tramite il sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, ormai i dati dei redditi degli italiani, relativi all’anno 2005, sono presenti nei database dei più famosi software P2P, tra cui eMule e sarà difficile se non impossibile bloccare la diffusione.

Trovarli ormai è un gioco da ragazzi: è sufficiente fare una ricerca su eMule o sui programmi Torrent ed è possibile trovare gli archivi con l’elenco di alcune città. Facendo una ricerca per nome o per codice fiscale sul Mulo (ad esempio H501 = Roma), troveremo la lista di tutti i cittadini lavoratori con i relativi redditi per ogni città cercata, ordinati per cognome. Per Torrent invece, una mega-lista quasi completa di 560 Mb è disponibile qui.

Per ciascun contribuente l’Agenzia delle Entrate riporta, oltre al nome e cognome, la data di nascita, la categoria prevalente di reddito, il codice attività (ove presente), il reddito imponibile, l’imposta netta applicata, il reddito d’impresa o di lavoro autonomo, il volume di affari ed, infine, il tipo di modello che è stato presentato.

I file più condivisi riguardano i dati dei contribuenti delle maggiori città: Roma, Milano, Torino in testa. Ma anche Bergamo, Trento, Napoli, Pavia, Reggio Calabria, Como, Genova, in file più o meno completi: per alcune città si trovano solo i dati dei contribuenti i cui cognomi vanno dalla F alla L, o dalla S alla Z.

Il P2P batte Privacy 2-1 quindi, e già infuria di nuovo un'altra polemica. La diffusione di questi file sarà praticamente impossibile da fermare. Vedremo quale sarà la prossima mossa dell'Agenzia delle Entrate e del Garante della Privacy.

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P2P: la classifica del film, canzoni, album e show tv più scaricati nel 2007

A dispetto di ogni crociata contro il file sharing intrapresa dalle major discografiche e cinematografiche, il protocollo peer-to-peer è in continua ascesa. Il magazine americano online Wired News pubblica la "Hit parade del peer-to-peer 2007" in base alle statistiche elaborate da BigChampagne, società specializzata nella rilevazione dell'audience nel circuito del peer-to-peer.

Per questa graduatoria sono stati presi in considerazione gli applicativi più consultati per il download dei contenuti online quali eMule, BitTorrent, Gnutella ed eDonkey.

Ecco dunque quali sono i movie i serial tv, le canzoni e gli album più gettonati e quindi con più download che i "pirati informatici" hanno scaricato durante tutto il 2007.

La classifica dei film più scaricati nel 2007
(Top Movies of 2007)
1. Resident Evil: Extinction
2. Pirates of The Caribbean: At World's End
3. I Now Pronounce You Chuck & Larry
4. Ratatouille
5. Superbad
6. Beowulf
7. Transformers
8. American Gangster
9. Harry Potter and the Order of the Phoenix
10. Stardust

La classifica delle canzoni più scaricate nel 2007
(Top Songs of 2007)
1. Shop Boyz, "Party Like A Rock Star"
2. Akon, "I Wanna Luv U"
3. Sean Kingston, "Beautiful Girls"
4. Mims, "This Is Why I'm Hot"
5. Akon, "Don't Matter"
6. T-Pain, "Bartender"
7. Soulja Boy, "Crank Dat Soulja Boy"
8. Justin Timberlake, "My Love"
9. DJ Unk, "Walk It Out"
10. Jim Jones, "We Fly High"

La classifica degli album più scaricati nel 2007
(Top Music Artists of 2007)
1. T.I.
2. T-Pain
3. Akon
4. 50 Cent
5. R. Kelly
6. Lil Wayne
7. Justin Timberlake
8. Fergie
9. Ludacris
10. Snoop Dogg

La classifica degli show televisivi più scaricati nel 2007
(Top TV Shows of 2007)
1. "Heroes"
2. "Prison Break"
3. "Top Gear"
4. "Smallville"
5. "Desperate Housewives"
6. "House, M.D."
7. "Lost"
8. "Grey's Anatomy"
9. "24"
10. "Dexter"

Ci sono anche per la cronaca come citato in numerose riviste informatiche, alcuni portali di videosharing che consentono di vedere film online gratis ancora presenti nei cinema e un modo rapidissimo per scaricare video da 700 Mb in pochissimi minuti.

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L' IFPI vuole bloccare i contenuti di "The Pirate Bay" e di tutto il traffico peer-to-peer con i filtri anti-P2P

Siamo alle solite, l'IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) vuole che gli Internet Service Provider europei inseriscano un filtro per i contenuti P2P cosi come già avviene per i Provider cinesi.

L'industria discografica mondiale ha richesto al Parlamento europeo una serie di "raccomandazioni" riguardanti la costruzione di basi per una collaborazione tra gli ISP che qualcuno ha ribattezzato come "key to the future of the music business" per la regolamentazione della diffusione dei contenuti peer-to-peer.

L'IFPI pretende che gli ISP mettano dei filtri anti-P2P che blocchino l'intero protocollo e l'accesso ai portali di diffusione di contenuti torrent e in particolare del famosissimo portale "The Pirate Bay". Ecco una parte di questo documento:


"It is (...) possible for ISPs to block their customers' access to specific P2P services that are known to be predominantly infringing and that have refused to implement steps to prevent infringement, while not affecting regular services such as web and email."


Come si legge dalla citazione, questa federazione internazionale vorrebbe che questi filtri che ogni ISP dovrebbe avere, debbano bloccare ogni tipo di traffico proveniente da BitTorrent e Gnutella. Non contenti, pretendono anche la chiusura di siti di diffusione di materiale torrent tra cui appunto Thepiratebay.org e Allofmp3.com, i quali vengono citati dalla stessa IFPI come "an infamous infringing service locaded in Sweden".

Questo scenario inquietante potrebbe realizzarsi? Sicuramente queste affermazioni scateneranno una miriade di polemiche da ogni parte del mondo e personalmente difficile da realizzare per vari aspetti.

In primis, il protocollo P2P non è certo illegale essendo nato con l'idea di condividere file e altro materiale legale in modo semplice e veloce. Che certa gente lo usi per diffondere contenuti protetti da copyright è un'altra questione.

In secondo luogo i nostri cari amici che si impersonificano negli avvocati di Sky hanno tentato un approccio simile, ma immediatamente hanno avuto la risposta secca da Telecom Italia e da un giudice del tribunale di Milano nel giugno del 2006: "Impossibile e inapplicabile". Insomma non ci pensano nemmeno ad applicare questi filtri.

Infine beh, cadrebbe il concetto di Internet e di libertà digitale: la Rete è di tutti e di libero accesso.

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Pirate Bay rinuncia a BitTorrent a cambia strada. (Mondo web)

Perchè Pirate Bay ha deciso di cambiare strada e di non affidarsi più alla tecnologia P2P di BitTorrent? L'articolo apparso su Punto Informatico ci spiega il perchè.

Forte dell'invidiabile seguito di una media di
1,5 milioni di visitatori al giorno, The Pirate Bay medita vendetta contro Bram Cohen e la sua BitTorrent Inc., "venduta" alle major per il vile denaro e la garanzia di non finire nel tritacarne legale che Hollywood è solita usare quando si tratta di difendere i materiali di sua "proprietà".

Del progetto di P2P "sicuro" a cui lavora la Baia si parla da tempo ma ora emergono nuovi dettagli:
Secure P2P, questo il nome provvisorio del progetto, è il tentativo di sviluppare un protocollo di condivisione di nuova generazione partendo da BitTorrent, compatibile con quest'ultimo ma capace nel contempo di risolvere i suoi problemi legati alla sicurezza e alla riservatezza dello scambio dati per mezzo dei famigerati tracker e .torrent.

Per i fondatori di The Pirate Bay, l'essersi accordati con le major porterà prima o poi BitTorrent a "fare qualcosa di stupido" che renderà di certo più difficile la vita ai numerosissimi torrentisti che frequentano la Baia, adusi a scambiarsi materiale perlopiù illegalmente. Secure P2P potrebbe entro l'anno prossimo già vedere la luce. I bucanieri della Baia - al contrario di BT Inc., che ha sostanzialmente "chiuso" il codice del protocollo - continuano a voler trarre forza dalla natura collaborativa e trasparente dell'open source.

E BitTorrent Inc. cosa pensa di tutto questo? "Non ci importa per niente", dice Ashwin Navin, presidente e co-fondatore della società, che snocciola numeri sul successo dell'attuale versione del client - ancora disponibile in due tronconi differenziati di codice, l'una commerciale e l'altra per la community open - e considerazioni del tipo "la comunità pirata non ci ha mai dato un penny".

Per Eric Garland, CEO di BigChampagne, l'importanza dell'iniziativa è invece palese: "Sicuramente i futuri sviluppi saranno incentrati su cose che non portano beneficio ai pirati" dice Garland in riferimento al software di BitTorrent Inc., prevedendo poi che
è solo questione di tempo prima che qualcuno sviluppi un protocollo più avanzato ed efficace del suddetto da usare per il file sharing.

Dimostrare che tale nuova meraviglia tecnologica possa nascere nella fredda Svezia dal cuore P2P sta ora ai pirati ;-).

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Blin: il super BitTorrent P2P cinese che scarica 50 volte più veloce e Youtube made in Cina. (Streaming)

Interessante articolo apparso oggi su Punto Informatico che ci comunica l'esistenza di un software cinese di file sharing P2P simile a BitTorrent come funzionamento (uno dei software più veloci di file sharing che si conosca), ma che va addirittura 50 volte più veloce. Il suo nome è Blin e dal loro sito ufficiale è possibile scaricare il programma e testarlo (è completamente in lingua cinese) per vedere all'opera le potenzialità di questo software made in Cina: http://blin.cn/download/blin_setup_2.exe.

Il celebre esperto di cose cinesi Kaiser Kuo afferma che in poco più di
tre minuti di download, questo programmino permette a chiunque di gustarsi ogni serie TV o film in circolazione in qualità DVD, che siano blockbuster o flop, sul proprio PC o sulla TV.

La spiegazione la fornisce lo stesso Kuo nella videointervista: la caccia alle streghe che hanno creato le major per combattere il file-sharing, semplicemente, in Cina non esiste. Per questo motivo, dice, molti dei più brillanti programmatori di questa generazione si sono dati da fare per tirare fuori il meglio dalla tecnologia P2P: e ci sono riusciti.

Idee come quella di Joost, o come lo stesso BitTorrent, sono belle che superate, garantisce Kuo: la gente non pensa al P2P come una piattaforma di sharing, piuttosto lo utilizza come un semplice strumento per guardare la TV. Si accende, si sceglie quello che si vuole vedere e lo si gusta spaparanzati in poltrona: senza interruzioni e senza pause pubblicitarie. Altro che video-on-demand.

Non che per i siti di video-sharing vada molto diversamente. Per un mercato occidentale monopolizzato da GoogleTube, sulla piazza cinese c'è una accesa competizione tra ben tre soggetti. 56.com, Tudou.com e Yokou.com si combattono a suon di sperimentazioni di ogni tipo per la pubblicità e di strategie per guadagnare diverse fasce di pubblico, registrando numeri da capogiro. Todou da solo è grande cinque volte Youtube,
con una media di 15 miliardi di minuti di trasmissione al mese, contro i modesti 3.5 miliardi della azienda di BigG.

Cambiando piattaforma la sostanza non cambia: gustarsi l'ultima opera del cinema d'azione o una intera stagione televisiva di Heroes non è un problema, così come per CSI, Dr. House, Lost, Ugly Betty
ecc.

A quanto pare in Cina la
censura in questo settore non è così forte come sembra, ma non sta a me certo dirlo, certo è che i cinesi stanno mandando su tutte le furie i produttori tv/cinema di mezzo mondo ;-P.

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BitTorrent DNA: lo streaming P2P (Mondo web)

Non si fermano i tentativi di Bram Cohen di mettere a frutto la sua invenzione, il protocollo di trasmissione file denominato "torrent", che negli anni ha preso il sopravvento sul suo creatore ed è diventato uno dei veicoli prediletti dalla pirateria. Ora, dopo la decisione di distribuire video legale dal suo sito, bittorrent.com, ha deciso che metterà al servizio la sua tecnologia, guardata con favore anche da Hollywood, a quanti vogliano fare streaming video.

BitTorrent Inc. ha ufficialmente lanciato da pochissimo tempo infatti, un nuovo servizio di
streaming P2P che consentirà ai produttori di contenuti di risparmiare parecchia banda. Gli ISP saranno invece meno felici in quanto aumenterà la banda consumata dagli utenti ogniqualvolta scaricano un video: BitTorrent DNA.

Lo streaming basato su BitTorrent è un’alternativa rispetto a quello http attualmente usato da moltissimi siti, come ad esempio YouTube. Siccome lo streaming P2P riduce in maniera considerevole i costi per il fornitore di contenuti,
è possibile prevedere un incremento della qualità video per i filmati distribuiti con questo nuovo sistema.

Il nuovo protocollo funziona in questo modo:
un utente deve prima avere installato il client BitTorrent DNA (incorporato anche nel client BitTorrent ufficiale). Quando poi deciderà di scaricare un BitTorrent accelerated stream, non solo scaricherà i dati ma provvederà a renderli disponibili anche per gli altri utenti che stanno guardando il medesimo video, esattamente come accade con i normali download BitTorrent. Così facendo si moltiplicano le fonti al moltiplicarsi delle richieste e si sollevano i canali tradizionali dall'overload di trasmissione, risparmiando almeno il 50% di banda e migliorando la velocità per tutti.

Beh... che dire... aspettiamo di vederlo all'opera!

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700 Mb di email super-segrete delle major antipirateria sono disponibili gratis su Internet. (Mondo web)

MediaDefender è un'organizzazione che si occupa di contrastare il file sharing non autorizzato, e il P2P e questa società ha utilizzato metodi discutibili, senza tenere minimamente conto della privacy degli utenti.

MediaDefender ha lanciato un nuovo sito di download/upload di video con tanto di nome in stile Web 2.0: miivi.com. Questi signori sono noti per tattiche da bassifondi, come far scaricare torrent finti alle persone per poterne carpire gli IP e denunciarli, ma questa volta hanno veramente superato se stessi! Infatti questo sito altro non è che una trappola per denunciare chiunque carichi o scarichi materiale protetto da copyright.

Ora però qualcosa a loro è andato storto, infatti ora è possibile conoscere tutti i dettagli su strategie, tecniche, operazioni,
adottate da MediaDefender per combattere il file sharing, attraverso la consultazione di 700 MB di email interne, scaricabili gratuitamente su torrent, in cui si possono leggere ben 9 mesi di conversazioni (da Gennaio a Settembre 2007) attraverso cui venivano prese le decisioni. In totale sono 6621 e-mail. Queste mail, contengono informazioni sulle varie tattiche e soluzioni tecniche per tracciare i condivisori, e gettare scompiglio tra i servizi di P2P.

Verrebbe da dire..
chi la fà, l'aspetti. Non siamo che all'inizio di questa faccenda che sicuramente avrà dei risvolti come mai prima. Sono già migliaia i possessori di queste mail grazie a torrent ed è già tema principale di numerissimi blog. Vedremo come si evolverà la situazione, sicuramente però ora si sa qualcosa in più su come le aziende monitorino gli utenti che navigano sul web. Quello che è sicuro è che usano metodi poco leciti e MediaDefender non è certo l'unico... è sola la punta dell'iceberg che speriamo venga presto a galla.

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Video Bay non ha paura del copyright. (Mondo web)

Il famosissimo Pirate Bay (il gruppo svedese che promuove la libertà di diffusione e download per le risorse online, ha annunciato il lancio imminente di un portale di streaming multimediale), ha comunicato il lancio imminente di un portale di streaming multimediale per la condivisione di video senza alcun limite di copyright: Video Bay. Il sito non è ancora operativo.

Facciamo un piccolo passo indietro: Cosa è esattamente Pirate Bay di cui ne ho sentito tanto parlare? E' uno dei più popolari “tracker” di file Torrent. Cioè un sito che aiuta gli utenti online a tracciare e scaricare film, album musicali, serie tv, videogiochi ecc... utilizzando il programma BitTorrent e simili. Capite bene la preoccupazione delle major.

Gli stessi autori definiscono il nuovo progetto come lo "YouTube che non ha paura del copyright". Infatti promettono niente censure, niente flag materiali inappropriati e niente eliminazione dei contenuti protetti da diritto d'autore. Quantdeio basta a far tremare le grandi major soprattutto quello del settore cinematografico e televisivo.

"Stiamo per mettere su un sistema libero", promettono i pirati svedesi, "con una soluzione che non si interessa molto del copyright ma che riesce comunque a non infrangere la legge". Un "nuovo passo avanti" verso un videoportale con regole stabilite solo dalla community stessa... tanto per gradire... insomma dichiarazione chiare e precise che non lasciano nulla al caso.

E' questa la grande sfida dei pirati dunque, il gruppo è molto solido: lo mostra il fatto che per ora nessuna industria cinematografica è riuscita a farlo chiudere definitivamente, grazie anche alle leggi sul copyright in Svezia che non sono così rigide come in altri paesi.

Le polemiche scatenate per la pubblicazione di video contestatissimi su YouTube non fa paura ai pirati svedesi, anzi... getta benzina sul fuoco, in barba alle polemiche e alle cause a cui dovranno inevitabilmente far fronte... altro che diritto d'autore. Signori e signore questo è Internet in tutta la sua pericolisità per i grandi colossi. Spiegate le vele, alzate le ancore, i pirati stanno arrivando... al cinema? No, la battaglia eterna dei video online e dello streaming è solo all'inizio.

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