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Telegiornali nazionali italiani in streaming: come e dove vederli

Il telegiornale (o tg), è un tipo di programma televisivo durante il quale sono presentate le notizie del giorno. Le notizie possono essere lette in diretta da un giornalista con l’arricchimento di filmati ed immagini oppure sotto forma di brevi servizi televisivi giunti dagli inviati sul posto. Il telegiornale è una delle trasmissioni più importanti della programmazione delle reti televisive generaliste. Cerchiamo brevemente di ripercorrere la storia del telegiornale dalla prima edizione ad oggi con le potenzialità di Internet e dello streaming.

Il primo telegiornale italiano, ancora sperimentale, fu trasmesso alle ore 21 del 10 settembre 1952 da Milano. Curiosamente la prima notizia trasmessa fu sulla regata di Venezia. La messa in onda di notizie è arricchita da immagini, animazioni, grafici e filmati per rendere la notizia più fruibile e renderla soprattutto reale più immagini compaiono più automaticamente la testata viene percepita come capace di documentarli. Le immagini possono alternarsi a video, commenti in sottofondo a seconda delle notizie e del materiale disponibile. Come già accennato con la riforma del ’90 il numero dei tg presenti nei palinsesti televisivi aumenta, le edizioni centrali del tg restano quelle dell’ora di pranzo e della sera. Durante la giornata comunque numerosi sono gli spazi televisivi dedicati al tg, con edizioni mattutine, pomeridiane e piccoli tg flash giornalieri. I telegiornali nazioni sono: TG1, TG2 e TG3 (Rai), TG4, TG5 e Studio Aperto (Mediaset) e TG La7 (La7).

Da decenni ormai si svolgono ogni giorno ad orari prestabiliti. Non sono tutti uguali, ma ognuno ha delle sfumature: partendo dal linguaggio utilizzato, passando per l’orientamento politico e dalla qualità e veridicità delle notizie riportate. Per chi non ha possibilità di seguire i tg nazionali, i broadcaster hanno messo a disposizione degli utenti un archivio sul Web costantemente aggiornato, contentente tutti i telegiornali trasmessi nella giornata: quelli di Rai, Mediaset e La7. Vediamo dove trovarli e come vederli. Continua a leggere

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Storia dei diritti calcistici televisivi in Italia e la guerra tra Sky e Lega Calcio. (Altro)

Wikipedia ci aiuta in questo viaggio tra come funzionano e hanno funzionato i diritti televisivi di calcio in Italia dal 1993 ad oggi fino ad arrivare alla notizia dell'ultimora tratta da Tvblog: la Lega Calcio dichiara guerra a Sky perchè è disposta a comprare i diritti per trasemettere la Serie B di calcio solo ad un prezzo ridicolo. Partiamo con ordine.

I
diritti calcistici televisivi sono i diritti di riprendere e trasmettere, in diretta o in differita e su qualunque piattaforma televisiva, le partite di calcio.

Data l'importanza in Italia e in molti altri paesi del mondo del gioco del calcio, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello degli interessi economici, la formula scelta per regolare i diritti della ripresa televisiva condizionano pesantemente le squadre, i campionati e lo stesso mondo della televisione.
Fino al 1993 la trasmissione in diretta TV di partite dei campionati italiani di Serie A e Serie B era limitata a casi eccezionali (recuperi infrasettimanali di partite precedentemente rinviate, anticipi dettati da impegni delle squadre nelle competizioni internazionali, spareggi di fine campionato, ecc.).

  • 1993-1996: anticipi e posticipi in pay tv
    Dal 1993-94 al 1995-96 il gruppo
    Telepiù (prima pay tv italiana) acquisisce dalla Lega Nazionale Professionisti un pacchetto comprendente, ogni anno, 28 partite di Serie A (in genere posticipate la domenica alle 20:30) e 32 di Serie B (in genere anticipate il sabato alle 20:30). Queste partite vengono trasmesse a pagamento sul canale analogico terrestre Telepiù 2, visibile tramite un decoder solo ai sottoscrittori dell'abbonamento (semestrale o annuale). Nelle ultime sei giornate di ciascuno dei due campionati non sono programmati anticipi o posticipi televisivi, per permettere la contemporaneità delle partite nel finale di stagione. Nel pacchetto acquisito dalla pay tv erano comprese, in un primo momento, anche 38 partite di Serie C1 (28 anticipi del sabato pomeriggio più le 10 gare dei playoff).

  • 1996-1999: arriva il digitale
    Dal 1996-97 al 1998-99, grazie all'avvento della TV digitale (per il momento limitata alle trasmissioni via satellite), Telepiù inaugura l'offerta digitale satellitare
    D+ e offre un numero sempre più vasto di nuovi canali. Anche l'offerta calcistica si allarga e, per tre stagioni consecutive, la piattaforma D+ offre tutte le partite dei campionati di Serie A e B (e non più solo gli anticipi e i posticipi), con la sola eccezione di alcuni spareggi di fine campionato. Grazie al sistema pay-per-view, gli abbonati che non sottoscrivono il pacchetto calcistico hanno comunque la possibilità di acquistare singole partite.

  • 1999-2003: diritti soggettivi e concorrenza
    Nel 1999 le nuove leggi permettono alle società di calcio di vendere in proprio i diritti televisivi: ciascuna squadra decide a chi vendere i diritti delle partite che gioca in casa. La strada scelta dalla Lega Calcio e dalla FIGC era quella di una contrattazione individuale delle singole squadre, con risultati economici fortemente sbilanciati per ognuna. Di conseguenza Telepiù deve subire per quattro anni la concorrenza di Stream, nuova piattaforma digitale satellitare creata dal magnate australiano Rupert Murdoch. Il campionato italiano si spacca televisivamente in due: diverse società, su tutte Roma, Lazio, Fiorentina e Parma, decidono di cedere i diritti delle gare casalinghe alla nuova emittente. Per quattro stagioni, dunque, i campionati di Serie A e B sono visibili in parte su Tele+ ed in parte su Stream. Singolare la situazione che si verifica nel 2002-03, quando la protesta delle società, non soddisfatte dei contratti proposti dalle due emittenti, causa addirittura lo slittamento dell'inizio dei campionati. Lo stesso campionato di Serie B avrà inizio con alcune società ancora prive di copertura televisiva.


  • 2003-2005: nasce Sky, finisce la concorrenza, finiscono i soldi...
    Nel 2003 Rupert Murdoch, propritario di Stream, acquisisce anche Tele+. I due colossi della tv satellitare si fondono così in un'unica piattaforma, Sky Italia.

    L'effetto della nuova situazione di
    monopolio è quello di offerte ancora più basse per l'acquisizione dei diritti, soprattutto delle piccole squadre. Per contrastare questa situazione, alcune di esse, in collaborazione con la stessa Lega Calcio, danno vita ad una nuova emittente, chiamata Gioco Calcio TV. Il progetto è debolissimo, i finanziamenti sono quasi nulli e alla fine questa emittente, per poter operare, è costretta ad affittare quattro canali della stessa Sky. Il risultato è che nella stagione 2003-04 la concorrenza fra il colosso Sky e la povera Gioco Calcio è senza storia. Addirittura, quelle poche società di Serie A che avevano ceduto i diritti alla TV della Lega Calcio, nel corso della stagione rompono il contratto e passano a Sky, a causa delle inadempienze di Gioco Calcio. Quest'ultima, a fine stagione, cessa l'attività limitandosi a trasmettere alcune partite di Serie B e di calcio internazionale.

    Nel 2004-2005 sembra dunque arrivata la stagione del definitivo monopolio di Murdoch. I campionati di Serie A e B iniziano con qualche società che ancora tentenna, ma dopo poche giornate tutte hanno ceduto i diritti TV a Sky. L'esclusiva di Sky per la Serie A è però destinata a terminare alla fine del girone di andata.
  • 2005-2006: arriva il digitale terrestre, torna la concorrenza
    Nel 2004, in coincidenza con i 50 anni di televisione in Italia, arriva il
    digitale terrestre. La nuova tecnologia di trasmissione, già disponibile sul satellite da qualche anno, è ora raggiungibile anche con le normali antenne via etere. E, dopo un anno, nascono anche le prime TV a pagamento digitali terrestri: Mediaset Premium e La7 Cartapiù. La situazione che si viene a creare è paradossale: i diritti acquisiti da Sky valgono infatti solo per le trasmissioni satellitari. Pertanto le varie società possono rivendere le stesse partite anche alle emittenti del digitale terrestre.

    Dal 2005, dunque,
    Sky mantiene l'esclusiva di trasmissione di tutte le partite di Serie A via satellite, ma subisce la concorrenza via etere di Mediaset e La7, che propongono le stesse partite a costi molto più economici per gli utenti. Nel girone di ritorno del campionato di Serie A 2004-05 Sky mantiene comunque ancora diversi punti di forza: l'esclusiva della Champions League (che deteneva già dal 2000-01 con la vecchia Stream), la quale non è ancora visibile sul digitale terrestre; l'esclusiva della Serie B (i canali digitali terrestri sono troppo pochi per permettere la trasmissione anche di partite del campionato cadetto); il fatto che gli abbonati a Sky non possono rompere l'abbonamento prima della sua annuale scadenza. Inoltre, c'è ancora qualche squadra di Serie A che decide di non cedere i diritti per il digitale terrestre, e le cui partite casalinghe sono perciò visibili solo su Sky.

    Nel 2005-2006 Mediaset e La7 riescono a coprire, in due, tutte le squadre di Serie A.
    Sky mantiene il solo vantaggio di offrire l'intero campionato con un unico abbonamento, mentre un utente che voglia seguire la Serie A tramite il digitale terrestre deve acquistare le tessere ricaricabili sia di Premium che di Cartapiù (per altro ad un costo totale di gran lunga inferiore, comunque, a quello dell'abbonamento annuale a Sky). In questa stagione, invece, si registra una novità per la Serie B: viene trasmessa, per la prima volta, gratis, dai canali digitali di Sportitalia (che trasmette anticipi, posticipi, playoff e playout) e della Rai (che trasmette una selezione delle rimanenti partite, alcune in diretta altre in differita). Si tratta comunque di una situazione che scontenta un po' tutti, perché la maggior parte delle gare di B non vengono trasmesse da alcun canale. Per Sky, in questa stagione, rimangono due grandi esclusive: la Champions League (ancora non trasmessa sul digitale terrestre) e il campionato del mondo 2006 in Germania (anche se 25 partite su 64, fra cui quelle del trionfale cammino dell'Italia, vengono trasmesse in chiaro dalla Rai).

  • dal 2006: le pay tv cominciano a collaborare
    Finiti i mondiali in Germania 2006 e finita l'esclusiva per la Champions League,
    per Sky l'unica strada possibile è la collaborazione con le emittenti del digitale terrestre. Da questo momento in poi sono per lo più queste ultime ad acquisire i diritti esclusivi, tenendo per sé quelli via etere e rivendendo invece a Sky quelli satellitari. Non solo, Mediaset e La7 iniziano a collaborare anche tra loro, spartendosi con raziocinio le squadre di Serie A e scambiandosi favori reciproci.

    Per il 2006-07, quindi, Premium e Cartapiù prendono 10 squadre di Serie A a testa, con una grande novità: per 5 di queste 10 squadre l'emittente può trasmettere tutte le partite, anche quelle giocate in trasferta contro squadre dell'altra TV! I tifosi di queste squadre privilegiate, quindi, non hanno bisogno di acquistare partite da entrambe le TV. Inoltre, tutte le partite sono comunque visibili anche su Sky. Ne deriva che su moltissime partite sono trasmesse contemporaneamente su tre canali diversi! In questa stagione, anche il campionato di Serie B torna sulle tv a pagamento: tutte le partite sono su Sky, quelle di Juventus, Napoli e Genoa sono trasmesse anche da Mediaset Premium. Solo nelle prime giornate vengono trasmesse alcune partite gratuitamente da Sportitalia, ma poi quest'emittente cede il suo pacchetto alle TV a pagamento (come aveva già fatto la Rai prima che il torneo iniziasse).

    Dal 2006-07 la Champions League è trasmessa integralmente sia da Sky che da Mediaset Premium, mentre le partite in chiaro tornano, dopo 12 anni, alla Rai (fino alla stagione precedente erano di Mediaset, che viceversa dal 2005 aveva soffiato per la prima volta alla Rai i diritti in chiaro del campionato di Serie A).

    Nel 2007-08 il numero di squadre visibili per l'intero campionato di serie A con un unico operatore sale da 5 a 6, sia per Mediaset che per La7. Sky trasmette ancora una volta l'intero torneo. Al momento, invece, nulla è dato sapere sulla trasmissione in TV del campionato di Serie B 2007-08, nè da parte di Sky, nè da parte di emittenti digitali terrestri. Il campionato cadetto risulta quest'anno meno appetibile dalle TV, a causa della promozione in A contemporanea di Juventus, Napoli e Genoa.

    Il clima di collaborazione fra Mediaset, La7 e Sky sembra anticipare ciò che accadrà probabilmente entro il 2010: è in corso l'iter legislativo che dovrebbe riportare il sistema dei diritti televisivi del campionato ad una contrattazione collettiva, come accadeva fino al 1999 e come accade tuttora per la Champions League.

Notizia di pochi giorni fa invece è che
Lega Calcio non ha intenzione di accettare l’offerta di Sky per la Serie B e dopo aver minacciato lo stop del campionato cadetto, mossa che come facevamo osservare avrebbe pochi effetti, è passata alle minacce utilizzando come la leva la programmazione di anticipi e posticipi della Serie A.

Il
quadro è chiaro: se Sky non farà salire l’offerta per tutto il Campionato di Serie B ad almeno 15 mln di euro la Lega Calcio programmerà anticipi e posticipi serali di Serie A di basso interesse.

Nell’ambito della trattativa sulla B la Lega si era sbilanciata offrendo alla pay-tv di Murdoch la possibilità di non rispettare la contemporaneità nella terzultima e quartultima giornata di Serie A per garantire un numero maggiore di partite serali, ma Sky non aveva ceduto. Con questa situazione di stallo che si protrae la Lega Calcio è passata al contrattacco.

Nell’annunciare il programma televisivo della prossima giornata
Matarrese ha piazzato Parma-Cagliari e Lazio-Empoli in serale, due partite con scarso appeal, e, contrariamente alla tradizione che prevede gli annunci in merito due turni per volta, ha sospeso le comunicazioni sulla giornata successiva che vedrà protagoniste Roma e Juventus nel primo vero big match dell’anno. Il messaggio che la Lega vuole far passare non lascia scampo a Sky: se non sborsa i milioni di euro per la Serie B si ritroverà con una Serie A strapagata, ma con un valore commerciale fortemente depotenziato.

Staremo a vedere che succederà... probabilmente Sky alzerà di poco l'offerta e la Lega Calcio accetterà e tutto tornerà come prima e come sempre. Copione scontato ma quasi sicuramente sarà così fino a quando ci sarà questo monolpolio ecnomico.

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Firma la petizione per i mondiali di Rugby 2007 in chiaro. (Altro)

Purtroppo al momento nessuna emittente televisiva italiano che trasmette in chiaro ha acquistato i diritti per trasmettere in diretta gratis le partite dell'attesissimo Mondiale di Rugby 2007 che si svolge a Settembre in Francia.

Sky ha comprato i diritti e trasmetterà tutte le 48 partite. Per usufruire di ciò bisogna abbonarsi alla tv del megnate e il prezzo è molto elevato. Quindi per evitare di perderci il mondiale l'unica soluzione è sperare che la
Rai, Mediaset o La7 ne compri i diritti. Al momento solo
La7 si è fatta timidamente avanti ma niente di concreto.

Circola da qualche mese una petizione on-line che verrà mandata alle tre emittenti televisive
. L'idea è nata sul forum di La7 ed è già stata sottoscritta da quasi 3.000 persone. Potete aderire anche voi a questo indirizzo: www.petitiononline.com/rwc07. A questa idea ha aderito anche il pilone della nostra nazionale Andrea Lo Cicero, mentre i deputati dell'associazione parlamentare "Amici del rugby" stanno preparando un'interrogazione al Ministro dello Sport Giovanna Melandri.

C'è ancora qualche speranza quindi per vedere in chiaro il Mondiale con le nazionali più forti del mondo tra cui:
Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, Sud Africa, Francia, Argentina, Scozia, Galles, Irlanda, Samoa e la nostra Italia e magari vedere anche qualche partita in streaming gratuitamente sul portale Internet di una di queste emittenti. Stay Tuned.

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Youtube ingrana la quinta. (Mondo web)

Youtube, il più grande portale web di videosharing nel giro di pochi giorni si è rinnovato e ha stipulato accordi con importanti aziende televisive. Cominciamo con ordine.

Per prima cosa è uscito un
nuovo servizio chiamato Youtube Remixer che permette di remixare ed editare i video direttamente dal browser senza scaricare alcun programma. Questo servizio permette esattamente di editare i video fino a ridimensionarli e suddividerli in clip separate, aggiungere titoli e schermate all'interno del contenuto del video, utilizzare clip-art e bordi a complemento o come frame del video, inserire alcune transizioni ed effetti di base e aggiungere una traccia musicale ai video. Inoltre offre delle funzioni di base per editare e mixare i video su Youtube, caricati dal cellulare, dal web o dalla propria webcam. E' semplicissimo da usare ed è stato creato dalla Adobe e al momento il tool è in fase beta ma ha già un discreto successo.

Nei primi mesi di Giugno, Youtube è sbarcato anche nel mondo della
telefonia mobile, con "Youtube is Now" e "Tutto compreso Internet". Con queste due offerte, rispettivamente di Vodafone e Tim, gli italiani potranno fruire a prezzi più bassi di Youtube sul proprio telefonino. La Vodafone ha persino aperto sul "portalone" un proprio canale per pubblicare video propri e dei suoi clienti.

Da questa settimana è online la
versiona italiana di Youtube. Offre tutti i contenuti del sito originale US tradotti nella nostra madrelingua, compresa la guida e la sezione TestTube anche se numerosi servizi devono essere ancora implementati come ad esempio il nuovo design del layout. Ci sono anche state delle migliorie come il miglioramento dei criteri di ricerca video, la funzione "anteprima" dei video che gli utenti stanno vedendo in tempo reale, una nuova modalità di visualizzazione video chiamata "Watch 3.0" che consente di uppare video di maggiori dimensioni e la pagina di caricamento video è stata completamente riprogettata con alcune opzioni molto interessanti.

Contemporaneamente al lancio della versione italiana, Youtube ha siglato importanti accordi con due aziende televisive italiane: la Rai e La7. In particolare la Rai ha fatto la cosa più intelligente e profittevole di questo mondo: dopo aver diffidato Youtube nel Marzo 2007 alla rimozione di proprio contenuti coperti da copyright (circa 1.000 video), minacciandola di andare in tribunale, ora ha una propria sezione dedicata: il canale si chiama per l'appunto Rai. Grande attenzione verrà dedicata anche all'intrattenimento, con clip sui viaggi, sui telefilm e sui cartoni animati per ragazzi. E Ogni settimana vi saranno contenuti sempre aggiornati, quali video "comici e satirici" tra cui le interpretazioni di Luciana Littizzetto e e Sabina Guzzanti. Anche La7 ora ha un proprio canale dedicato dove si potranno vedere alcuni spezzoni di trasmissioni ed episodi cult come le interviste di Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche con Linus e Nicola Savino, i filmati di Markette con Pierini Chiambretti e la sua "corte" e gli interventi di vari ospiti e personalità culturali e politiche avvenute durante le trasmissioni quali "L'Infedele" e "Otto e mezzo".

Al momento solo
Mediaset rimane con il proprio Mediacenter non molto performante a dir la verità su tutti i browser e di scarsa qualità audio/video. Chissà se anche lei deciderà di debuttare sul portale video più famoso e visitato del mondo. Ah ma ci siamo dimenticati di Sky. Questi poveretti hanno hanno siglato tempo fa un'accordo per la messa online di filmati su Google Video. E' vero che Youtube è stato assorbito da Google, ma continua ad esistere con visibilità alquanto ridotta. Mi è capitato di effettuare una ricerca di marketing sui portali di videosharing ed è emerso che Google Video ha circa un terzo di visitatori di quanto non abbia Youtube, con una durata di sessione media inferiore ai 10 minuti a persona. Persino il servizio video di Myspace va meglio. Scelta sbagliata evidentemente da parte dei responsabili marketing della tv del magnate... è abbastanza evidente.

Concludo infine con una lista dei principali canali italiani presenti su Youtube (grazie a
Webmasterpoint, da cui ho preso spunto anche per scrivere questo articolo):

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Il grande Calcio e Sport sono sempre più su Internet GRATIS in streaming e in diretta! (IPTV)

Sempre più aziende televisive si affacciano al mondo dello streaming video e consentono di poter vedere eventi su Internet che fino a qualche anno fa era impensabile. Quest'anno sarà sicuramente l'anno della rivoluzione per quanto riguarda lo streaming. Chi ne sta facendo le spese? Chi non investe in questa tecnologia. Sky è il primo, ma non per eventi esterni... ma per colpa propria. Tranquilli cari avvocati del magnate, non stiamo parlando di servizi che Voi ritenete illegali, ma delle piattaforme di tv nostrane come la Rai e LA7.

Il grande calcio e il grande sport sono su qeuste piattaforme e i servizi sono assolutamente
gratuiti. E ovviamente è subito boom di contatti ed enormi guadagni dal punti di vista economico e della visibilità. Questi gli eventi più importanti che sono stati e saranno trasmessi nel solo mese di Maggio 2007:
  • Il Giro d'Italia in diretta sul portale della Rai: www.media.rai.it.
  • La finale di Coppa Uefa tra Siviglia ed Espanyol il 16 Maggio 2007 trasmessa in streaming in diretta su LA7: www.la7.it/uefa.
  • La finale di Champions League tra Milan e Liverpool che si terrà oggi 23 Maggio 2007 in diretta streaming sul portale della Rai: www.media.rai.it.
  • La Louis Vuitton e l'America's Cup di vela 2007 in diretta streaming sul portale di Rossoalice (per i clienti Alice Adsl): www.rossoalice.it.
  • Il grande sport in streaming e in diretta su Eurosport 1 e 2: it.eurosport.yahoo.com.
  • Tutta la Coppa Italia di calcio finale compresa in diretta streaming sul portale della Rai: www.media.rai.it.
E siamo solo all'inizio. Con tutti gli eventi sportivi che ci sono in programma per quest'anno, il pacchetto si amplierà sempre più. Insomma un'idea vincente a priori e una forte spinta verso il superamento dell'IPTV ai danni della tradizionale TV.

Tutto ciò non fa che precipitare ovviamente chi fa pagare questi contenuti... un nome a caso?
Sky . Tra l'altro ha sbagliato completamente l'approccio allo streaming richiudendosi nella sua nicchia e facendo battaglie legali interminabili che fino ad ora non hanno portato a nulla di fatto. La sentenza definitiva non c'è ancora (stiamo parlando ovviamente del presunto illecito nell'uso di programmi p2p-tv cinesi e americani citati in più articoli da Repubblica.it. Corriere.it, Ansa e TgCom come PPLive, PPStream, TvAnts, Sopcast) , grazie al suo potere economico, sta riuscendo a far slittare il giudizio finale sull'argomento scottante di ben 3 anni immobilizzando così chi lo voleva far conoscere a tutti in Italia. Per sfortuna loro però ci stanno pensando i canali tv italiani come citato in questo articolo.

Le quotazioni per il magnate stanno scendendo e provocano malumori da più fronti e non lo dico io: l'
Auditel in primis, i costi elevati dell'abbonamento, la scarsa affidabilità e molto, molto altro ancora.

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